Sostiene Zia Vera 2

“Peccato, mi salutava sempre”. Cosi ha commentato Verina Olla, oggi centenaria, la scomparsa di Elisabetta II, ironizzando sul fatto che nella maggior parte delle apparizioni televisive la regina d’Inghilterra salutasse, dagli augusti balconi, con una composta oscillazione della mano, il popolo sottostante e forse sottomesso. E alla domanda cosa pensasse di Elly Schlein, l’allora appena incignata segretaria del PD, che intervistata da Fabio Fazio rispondeva con la consueta rapidità ed entusiasmo alle irte domande del conduttore, Verina ha concluso: “A tutto vapore!”. Su una altro recente caro estinto, il Cavalier Berlusconi, facendole osservare che lei è nata lo stesso giorno di Silvio, ha osservato: “Si, ma lui era più giovane di me.” Di questa ironia oscillante tra il lieve e l’icastico Verina è cultrice, sebbene questa dimensione apparentemente pacificata affiori anche, di tanto in tanto, nei bonari strali diretti ai più intimi circostanti. Assumiamo a mo’ di esempio quelli destinati ai nipoti, uno dei quali, che ha contratto parecchi debiti con Lei e ha molto di cui farsi perdonare, si ostina a chiamarla zia Vera. E lei replica: “I nabodis mius funti aicci mandronis ca no arrenescinti a nai ni mancu su nomini miu intrenu”; ovvero in diletto toscano: “I miei nipoti sono così poltroni che sono incapaci di pronunciare il mio nome per intero!” Bontà sua, che distribuisce la colpa su tutti i nipoti, sebbene sia di uno solo. Buon compleanno Zia Vera! Luigi Manias