Urla del silenzio

“Siamo piccoli paradisi che rischiano di sparire” o “Non avere traffico né delinquenza non basta”, sono le urla del silenzio dei 358 paesi senza culle dove in un anno non è nato neanche un bambino, raccolte da Giulia d’Aleo in due articoli apparsi oggi su Repubblica. Scrive d’Aleo: “Esistono posti in Italia in cui non nasce più nessuno. Perlopiù isolati in aree interne, alcuni arroccati su un monte, qualcun altro adagiato sul fondo di una vallata. Sono Comuni piccolissimi, trecento abitanti in media, vittime di un calo demografico che procede a passo iniquo e che minaccia di farli scomparire.” Implacabile il referto del demografo alla Cattolica Alessandro Rosina: «Nel 2014 il nostro Paese è entrato in una fase nuova, segnata da un declino inarrestabile della popolazione”, che però ipotizza un’inversione di tendenza perché: “I giovani non cercano solo opportunità lavorative, ma anche un senso di comunità e un rapporto con l’ambiente ormai incompatibili con i grandi centri” e ritiene che: “Dalle imprese al turismo, salvare i borghi senza culle è ancora possibile”. Lo spopolamento delle zone interne dovrebbe essere, almeno in Sardegna, la grande ciambella con un enorme buco, il grande tema all’ordine del giorno, continuativamente, in qualsiasi consesso decisionale isolano. E’ invece totalmente ignorato, nonostante la sua valenza apocalittica e la sua dimensione mortifera, poiché domina l’assoluta incoscienza su quali misure adottare, quanto meno per lenire o scalfire, almeno timidamente, l’imponenza distruttiva. Se si assume come territorio esemplificativo del tracollo demografico ed economico quello dei 42 comuni afferenti al Gal Marmilla, oggi come negli scorsi due decenni l’unica vera proposta esistente di programmazione politica partecipata, la conferma del declino sembrerebbe inappellabile. Eppure il GAL sembra – manca un’analisi rigorosa sull’incidenza in termini di crescita e consolidamento del settore delle imprese nei decenni pregressi e nella conduzione corrente – ancora un argine alla dismissione totale. Un intervento fortemente incoraggiato dal GAL di formare una rete di imprese del primario e del settore culturale. Luigi Manias