Loris Fortuna, per volontà di socialisti, Anpi e Avl, è stato commemorato oggi nel centenario della nascita con una corona sulla lapide bronzea nel carcere circondariale di via Barzellini a Gorizia, che recita: “A ricordo di Loris Fortuna figlio nobile di questa terra, libertario, partigiano osovano, socialista, ministro della Repubblica, qui incarcerato e condannato a morte dai nemici della democrazia”. Loris Fortuna era stato “ospite” per otto mesi nel carcere goriziano per poi essere deportato, per ordine della Gestapo, nel campo di concentramento di Bernau Am Chiemzee, da cui raccambolescamente fuggì. L’evento commemorativo è stato ripreso solo da testate locali. Quattro anni fa la Biblioteca Gramsciana nell’annunciare la creazione di un fondo dedicato a Fortuna https://www.marmillacultura.news/news-tematiche/formazione-ricerca-e-sviluppo/loris-fortuna-paladino-dei-diritti-civili/ e nel tracciare un sintetico profilo biografico, si proponeva nel contempo di ricordarlo in Sardegna nell’allora 30° anniversario della morte con delle iniziative specifiche. Oggi quel progetto sta assumendo contorni più definiti con l’organizzazione, fra le altre cose, di un convegno e di una mostra bibliografica a lui dedicati. L’intento è di avviare, anche ai fini di una conoscenza diffusa e condivisa dell’operato di Loris Fortuna – sottraendolo così ad una vergognosa damnatio memoriae, come già è stato puntualmente ricordato Laico, libero e radicale, Loris Fortuna una vita per i diritti civili (ildubbio.news) – un’occasione di riflessione sull’affermazione oggi dei diritti civili in Italia. Luigi Manias




