Non è una scoperta recente; ma come avviene nel romanzo poliziesco spesso l’evidenza sfugge. E’ il bosone di Tallone, che con l’impudenza dell’attualità propone con dubbia eufonia un’immagine aggiornatissima, cioè quell’elemento primario che concreta la Forma del Pensiero – come felicemente è stata titolata una mostra recente dell’editore di Alpignano – cioè la carta. La beffa aprupta è che per tentare di riprodurre l’immaterialità del pensiero c’è stato bisogno, in passato e ancora oggi, di sostanziarlo con una densa e consistente materia. Il Tallone di carta, come titola il mio contributo in questo sontuoso volume, è dunque un Tallone di straordinaria solidità, di possanza quasi megalitica. Chi avrà la fortuna di scorrere le pagine del Manuale Tipografico dedicato alle carte, filigrane & inchiostri ne percepirà subito la cifra straordinaria. L’Editore Tallone, fra i pochi ed eroici avamposti esistenti oggi in Italia di una residuale cultura umanistica ormai confinata se non quasi clandestina, è risuscito mirabilmente a distillare in questo primo scorcio di millennio l’inno più convincente alla carta. Le cassandre che recitano il requiem per la carta ormai assommano a moltitudine innumerabile, in una ridda parossistica di condanne inappellabili. Fra i pretesi autorevoli anche un americano, tale Bill Gates (C. DREIFUS, Bill e Melinda Gates, Repubblica 9.10.2013: 51), che interpellato sulle sue abitudini di lettura sembra abbia sentenziato: “I periodici li leggo prevalentemente online, mentre i libri in molti casi continuo a leggerli su carta: fra cinque anni non ci saranno più”[i] Invece Jurgen Boos – omen nomen – direttore della Buchmesse di Francoforte, in apertura all’ultima edizione della kermesse libraria, ha lanciato ben altri pronostici: ”Il rinascimento della carta e il progresso dell’ebook sono molto più legati di quanto si pensi” (V. VANNUCCI, Il futuro del libro secondo la Buchmesse, Repubblica 9.10.2013: 55). Luigi Manias




