Conca ‘e lettu

Sprazzi di una conversazione tra due agricoltori. A. “Deu su fusiliu du tengiu a conca e lettu. Chi srebidi esti accanta”. B. “Seu arribau a fusiliu in manu in sa domu fora e bidda e appu scoccau unu”. A “Du podista sparai. In gui tenis mezzus po du interrai.” B “No faidi. D’agattanta.” E’ l’eventualità del ritrovamento del cadavere che interdice l’inappellabile azione, non la soppressione del ladro. In una vulgata recente, in realtà uno specioso e indimostrabile sofisma, il giornalista Davide Parenzo sostiene che nei regimi dittatoriali non vi siano ladri. E l’indice di democrazia di un paese è dato proprio dalla loro presenza. Più articolata la posizione del suo collega Paolo Del Debbio, che affronta regolarmente il tema dei furti e della sicurezza nel suo talk show Dritto e Rovescio su Rete 4, dove afferma che: a) la sicurezza è il prerequisito fondamentale per tutte le altre libertà. Senza di essa, il cittadino è limitato nella propria vita quotidiana, nel lavoro e nel godimento degli spazi pubblici; b) l’escalation di borseggi, rapine e furti nelle grandi città, indicano il degrado urbano e la carenza di organici tra le forze dell’ordine come concause del problema; c) le giustificazioni sociologiche dei reati sono risibili, poiché non esiste alcuna giustificazione per rapinare o aggredire. Secondo Parenzo non bisogna enfatizzare poiché spesse volte il furto riguarda un mero bene materiale, un oggetto. Anche un libro è un oggetto e per lo più seriale. Per l’antica etnia a cui appartiene Parenzo – chiamato spesso “Il Popolo del Libro”, cioè della Tanakh – il libro è sacro. Il libro, soprattutto quello tipografico, è per sua natura uno dei più potenti oggetti d’affezione. Non è mai un semplice contenitore di parole, ma diventa un custode di memorie, un talismano e un’estensione della nostra identità e, a seconda dell’intensità relazionale, sviluppa un legame emotivo articolato con il possessore: la carta per fattura, superficie, colore, grammatura, odore; il carattere, nella sua forma, corpo, resa sulla pagina, sono elementi che concorrono a formare esperienza tattile e visiva unica. Un libro è strettamente legato ad un momento della vita e può avere avuto una valenza formativa determinante, anche per il legame contratto con un ampio fronte relazionale di persone amate. Diventa quindi un oggetto del cuore, parte integrante della vita spirituale della persona e la sua sottrazione travalica, nel caso di un libro di pregio, il suo stesso valore venale. Nella Carta de Logu, all’art. 33, il furto con effrazione in casa, rifugio sacro e inviolabile, era considerato un’offesa mortale, equiparato all’omicidio e punito con severità inappellabile: “Constituimus et ordinamus qui si alcuna persona furarit domu agiena et illa pertungherit a ffura in muro o in gienna o in fenestra o in cobertura, si ’lli est provado et indi est binchidu siat inpicado per issa ghula qui ’ndi morgiat et dae sos benes suos si paghit su dampnu at qui at esser fattu.”       Luigi Manias