L’ottimo Alessandro Scassellati Sforzolini https://deriveapprodi.com/author/alessandro-scassellati-sforzolini/ mi ricordava a settembre scorso, in occasione del Convegno nazionale in Sardegna dell’Associazione di Bioagricoltura sociale, che suo padre Ubaldo https://atom.unito.it/index.php/scassellati-sforzolini-ubaldo insieme ad altri esponenti del Partito della Sinistra Cristiana (1945) si avvicinarono al PCI nel dopoguerra, prima di affrancarsene a seguito dei decreti di scomunica della Chiesa contro il comunismo, in particolare il decreto del Sant’Uffizio del 1949, che dichiarò l’incompatibilità tra cristianesimo e comunismo. Le abiure formali di Felice Balbo https://it.wikipedia.org/wiki/Felice_Balbo, Mario Motta https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Motta Giorgio Ceriani Sebregondi https://www.donzelli.it/catalogo/autore/1680/giorgio-ceriani-sebregond, Sandro Fe’ d’Ostiani https://it.wikipedia.org/wiki/F%C3%A8_d%27Ostiani e lo stesso Scassellati furono pubblicate sulle pagine de L’Osservatore Romano, ponendo fine a ogni rapporto politico con il PCI. Erano tutti, ad esclusione di Motta, di ascendenze gentilizie. Da qui il velenoso titolo e articolo “I Conti tornano”, attribuibile, sebbene pubblicato anonimo su L’Unità, a Palmiro Togliatti. A latere di una mia ricerca documentaria sulle prime strutture alberghiere di quella che sarebbe stata la Costa Smeralda, il nome del Conte Luigi Donà dalle Rose ricorre con frequenza, ed a pieno titolo, essendo uno dei fondatori nel 1964 assieme a suo fratello Nicola di Porto Rotondo. Ma come ha più volte ricordato lo stesso quello dei primi anni ’60 fu un ritorno in litorali che già conosceva, frequentava e amava, novenne, sin dal lontano 1948 insieme a suo padre per battute di pesca subacquea, in una Sardegna finalmente affrancata dalla malaria https://www.instagram.com/reels/DY4LYRQtSLo/. A conferma dell’estrazione gentilizia dei pionieri dello sviluppo turistico nella Sardegna settentrionale, pur senza avere velleità esaustive e quindi voler esaurire ora la rassegna, si consideri come incipit eclatante la venuta del principe Karim Aga Khan nel dicembre del 1960, che alloggiò, dopo un travagliato viaggio da Civitavecchia ad Olbia, in un Jolly Hotel sul quale espresse un gradimento non certo lusinghiero Il racconto dell’Aga Khan: “Così a dicembre 1960 arrivai a Olbia” | Cipnes – Impresa e sviluppo in Gallura. Altri protagonisti: il Conte Vittorio Cini, all’epoca fondatore e proprietario della catena alberghiera Giga Hotels, il Barone Guido Zerilli Marimò, amministratore delegato del gruppo farmaceutico Lapetit. Ma a ben vedere anche la stessa architetta Giovanna Pericoli, che insieme a suo marito l’ing. Giancarlo Polo progettarono Abi d’Oru – paternità contesa con Antonio Simon Mossa – proveniva da una antica famiglia consolare romana, con atavici legami con la Santa Sede. Simil ac similibus. Luigi Manias




