60 ben portati

Il 6 maggio 1963, esattamente 60 anni fa, la tipografia Oscar Gallo di Torino licenziava per Einaudi la ristampa dell’edizione del 1960 della Storia delle teoriche del film, la prima storia della cultura cinematografica, in un’edizione arricchita rispetto alla prima edizione, uscita sempre per Einaudi, il 4 settembre 1951. Si va dalle elaborazioni dei “pionieri” parigini Riciotto Canudo, Louis Delluc, Léon Moussinac, Germaine Dulac, al lavoro teorico di Bela Balaz, dei maestri del cinema russo Vsevolod Pudovkin, S.M. Eisenstein, Lev Vladimirovič Kulešov, ai critici anglosassoni Paul Rotha, R.J. Spootiswode, John Grierson, sino ai contributi italiani di Umberto Barbaro, Luigi Chiarini Antonello Gerbi, Giacomo Debenedetti. Aristarco esponendo criticamente quanto sul cinema era stato scritto dalle origini sino ad allora, rileva le insufficienze che la teoria cinematografica presentava, denunciando l’urgenza della revisione di molti postulati comunemente ritenuti validi, avanzando una sua originale e moderna proposta interpretativa. Nel maggio del 1979 la Celid pubblica Teorici del film da Tille ad Arnheim, un’antologia di testi curata da Aristarco ad uso degli studenti universitari del corso di Storia e critica del cinema, al fine di sopperire all’oggettiva indisponibilità nel mercato librario delle opere dei teorici, ormai quasi tutte esaurite. Avvertiva il lettore che “per quanto riguarda il necessario inquadramento storico – culturale e critico della materia”, a conferma che riteneva la sua elaborazione valida a distanza di quasi venti anni, rimandava alla Storia delle teoriche del film. Luigi Manias