Il TESTO UNIFICATO N. 22-98-111/A Interventi per la valorizzazione della coltura del mandorlo, cioè la proposta di legge n. 98 sulla mandorli coltura approvata ieri in aula, è stata preceduta da un’ampia e articolata attività di animazione, gestita da Laore, in numerosi centri della Sardegna di consolidata tradizione mandorlicola. Nella riunione di Borore del 5 marzo chi scrive, in qualità di presidente dell’APS Terra Noba, ha stigmatizzato alcuni aspetti, sino a qual momento trascurati, relativi all’importanza dell’attività di impollinazione delle api sui mandorli. E’ dimostrato che l’azione svolta dagli alveari è assolutamente fondamentale e indispensabile per la produzione di mandorle. L’impollinazione da parte delle api mellifere (Apis mellifera) è il principale meccanismo attraverso il quale i fiori del mandorlo si trasformano in frutti. I punti chiave sull’importanza degli alveari per i mandorli: Dipendenza quasi totale: I mandorli non sono in grado di autoimpollinarsi efficacemente e dipendono quasi interamente dagli insetti impollinatori, in particolare le api. Impollinazione incrociata: Per produrre, il mandorlo ha bisogno che il polline venga trasferito da una varietà all’altra. Le api sono l’unico insetto in grado di garantire questo processo su larga scala. La necessità di tante api: A causa della fioritura precoce e intensa (tra gennaio e febbraio), i mandorleti richiedono una densità di alveari con una media di 6 – 7 colonie forti per ettaro. Impatto sulla resa: Un’impollinazione insufficiente riduce drasticamente il numero e la qualità delle mandorle prodotte. La presenza di api aumenta la “allegagione”, ovvero la trasformazione del fiore in frutto. Beneficio reciproco: Anche le api beneficiano del mandorlo, in quanto il polline dei suoi fiori costituisce la prima fonte di cibo naturale dell’anno, ricca di nutrienti, che aiuta le famiglie di api a rafforzarsi. La produzione mondiale, in particolare quella californiana che copre l’80% del totale, si basa sul trasferimento di circa 2 milioni di alveari ogni anno verso i mandorleti. Inoltre i mandorleti in Sardegna insistono su terreni marginali connotati dalla presenza diffusa negli areali circostanti di una ricca e articolata biodiversità vegetale, che pertanto sarebbe preservata dalla collocazione degli alveari sui mandorleti. La Commissione Europea ha adottato misure significative per proteggere gli insetti impollinatori selvatici, riconoscendone il ruolo fondamentale per la tutela della biodiversità, la produzione e la sicurezza alimentare, con l’obiettivo di invertire il loro declino entro il 2030. La principale iniziativa in tal senso è il “Nuovo patto per gli impollinatori” (New Deal for Pollinators), presentato a gennaio 2023, che rivede e potenzia le azioni del 2018. Terra Noba APS si è fatta portavoce insieme ad Apiaresos, la più importante associazione di apicoltori sardi – ed hanno in tal senso sottoscritto un documento comune per il legislatore regionale – dell’esigenza di inserire all’articolo 1 della proposta di legge un comma del seguente tenore: “Finalità 1. La Regione promuove il rilancio della coltura del mandorlo e in particolare … f) sostiene l’attività di impollinazione dei mandorleti con gli alveari.” La proposta è stata accolta ed inserita nel testo definivo della legge. Sarà poi il regolamento attuativo a individuare le linee di sostegno per l’attività di impollinazione. Luigi Manias




