In stretto ordine alfabetico propongo alcune parole, oggetto di scelta di un piccolo gruppo di persone. Non svelo ne la natura del gruppo, ne la ragione della scelta: CROXU, ISOLAMARMILLA, MARMILLLA SELECT, MENDULAU, PETRICORE, PRETZIOSAS, SA URA, SARDELICIUS, SARDINIAN EPICUREAN, SAZIAI, SULLA. Chi scrive ha scelto la penultima, perché pensa che le parole siano importanti, come dice il buon Moretti https://www.youtube.com/watch?v=qtP3FWRo6Ow
“Saziài, va. Saziare, satollare, soddisfare intieramente. Saziasì finas a gutturu, impinzarsi.” Così il grande Vissentu Porru nel Dizionariu sardu – italianu, pubblicato a Cagliari dalla Tipografia Nazionale nel 1886 (anno ufficiale della nascita dello Stato Civile!) e poi riproposto dalla benemerita Forni di Bologna, a più riprese, in una fedelissima ristampa anastatica.
Ci sono varie ragioni a favore della mia preferenza per questa parola in lingua campidanese. Ad esempio l’eufonia che le attribuisco. Saziài è parola ipervocalica che comprende due fricative sibilanti, che nella lingua italiana sono le alveolari (o dentali) S e Z. La prima sorda e la seconda sonora. Queste consonanti fricative sono dette suoni continui, perché possono essere prolungate a piacere https://www.terminologiaetc.it/2019/02/13/consonanti-fricative-sibilanti-italiano/
E’ la loro collocazione che rende Saziài appagante al mio palato, in termini di soddisfazione fonetica. Saziài inizia con la S, la fricativa alveolare sorda. Sembra che tutto scorra bene, proceda tranquillamente, senza ostacoli, senza picchi. Invece dopo appena una vocale, la più aperta, ecco subito un insospettabile sorpresa. La Z (oggi tragica, ieri liberatrice dai soprusi come proponeva Don Diego de la Vega), sembra capovolgere il dolce suono iniziale. No panic! il gruppo vocalico IAI scioglie in un’armonia non prevista un SAZ, che poteva sembrare una staffilata, una passada de zirogna. Tutto si ricompone in una armonia dolce e carezzevole. Vi esorto a pronunciare Saziài con il prolungamento del suono della S e della Z, per confermare l’appagamento palatale e sonoro. Sin qui il suono, ma ci sarebbe, per chi ne ha voglia, da indagare anche la densa polisemia di Saziài. Luigi Manias




