Serenissima!

Nella primavera del 1924, il poeta Roger Dévigne, giornalista e corrispondente de “La Dépêche de Toulouse”, lancia “Le sémaphore de l’île Saint-Louis”, un giornale utopico e fantasioso “per la difesa degli interessi materiali e spirituali degli isolani”.
Il primo numero proclama l’indipendenza dell’isola che, sotto la guida di Dévigne e di alcuni complici ludovisiani, adotta una costituzione sul modello della Serenissima Repubblica di Venezia. Fu nominato un doge, e sembra che questo ruolo sia toccato ad André Baumet, detto “Dédé”, residente in rue Le Regrattier e frequentatore del leggendario caffè sportivo di rue des Deux-Ponts.
Roger Dévigne aveva lasciato il suo 22 quai de Béthune nel 1919 per trasferirsi al 29 quai d’Anjou, un trasferimento di pochi ettometri senza nemmeno lasciare i confini dell’isola. Dotato di un’antica pressa a mano ospitata nel suo locale al pianterreno, stampò diverse opere “sotto l’insegna dell’Encrier”, tra cui un’omonima rivista letteraria e il suo famoso “Sémaphore”, strumento politico e poetico del nuovo regime oligarchico a cui contribuirono i suoi amici e illustratori Carlègle, Poitevin, Maximilien Vox e alcuni altri cospiratori.
L’avventura editoriale si concluse con il dodicesimo e ultimo numero dell’aprile-maggio 1925: privo di risorse finanziarie sufficienti e con una navigazione controvento, Dévigne getta la spugna e l’Île Saint-Louis torna all’ormeggio, abbandonando i suoi sogni di emancipazione alle onde della Senna. Luigi Manias