Il numero perfetto

5 è il numero perfetto è un film del 2019, scritto e diretto da Igor Tuveri (Igort). Narra la storia di Peppino Lo Cicero, killer della camorra in disarmo, interpretato magistralmente da Toni Servillo, che rientra in azione per vendicare la morte di suo figlio Nino, anch’egli camorrista. Al minuto 26.00 il dialogo tra padre, figlio e la madre Immacolata, è di sicuro interesse. Il film lo si può vedere in https://www.raiplay.it/video/2021/09/5-e-il-numero-perfetto-5b5eafb3-0c7f-4190-b97e-2249812e583f.html

Interno della stanza di Nino Lo Cicero

Peppino: Nino, Nino, guarda che t’ho portato!

Nino: Grazie Papà, lu sapevo che mi portavi. L’Uomo Gatto è fortissimo

Peppino: ma perché Nembo Kid nun te piace?

Nino: si, mi piace, ma l’Uomo Gatto è bestiale

Peppino: e si capisce, uno che va in giro vestito in quel modo

Immacolata: Peppì non prendere in giro la creatura

Nino: guardi papà l’Uomo Gatto ha trovato i nemici e gli scioglie nell’acido. Fortissimo

Peppino: mamma santissima. E che avevano fatto di male?

Nino: avevano rubato

Peppino: avevano rubato? E per una cosarella del genere quello gli scioglie nell’acido. Caspita! Tiene la mano pesante questo uomo gatto!

Peppino: Maculà ti pare bello che il guaglione legge sti giornaletti così violenti?

Immacolata: stimolano la fantasia

Peppino: si, stimolano la fantasia. Ci mettono pure in capa idee sbagliate. Vieni ca Nino, Senti a papà tuo. Chi sono questi nemici dell’uomo gatto?

Nino: i delinquenti

Peppino: ah, i delinquenti. E lui va in giro ad eliminare, così i delinquenti

Nino: si capisce

Peppino: e qual’è u scopo di questa fatica?

Nino: lo scopo?

Peppino: eh, che fatica a fa?

Nino: per fare un mondo migliore

Peppino: per fare un mondo migliore, per fare un mondo migliore! Vieni ca, vieni ca. Stammi a sentì. Tu lo sai che sul pianeta, ci sta un equilibrio biologico delicatissimo. Uhm? (Nino fa un cenno di assenso). Per esempio, tu sai che cosa servono gli insetti? (Cenno di diniego con la testa di Nino). Non lo sai, eh. Gli insetti servono a mantenere l’equilibrio biologico. E’ delicatissimo, come un filo di seta. Piglia l’ape per esempio, tiene un pungiglione lungo così. Se ti acchiappa son dolori, ma dolori forti. Ti ricordi quando ti acchiappò qua sulla bocca (segno di assenso con la testa di Nino) l’anno passato. Eh, te la ricordi, eh?! E’ una cosa fastidiosa, fastidiosissima, si capisce. Ma l’ape serve, perché quando va da un fiore all’altro a succhiare il nettare, porta il polline, che serve a far nascere gli altri fiori. Hai capito? Ma che te pensavi tu? U munno, funzionava a casaccio. U munno non funziona a casaccio. Questi giornaletti! Guarda qua ci sta pure il cruciverba. Per esempio la vedi la casella bianca. La casella bianca si vede perché ci sta la casella nera. E’ la magica sintonia. Nino se tu accidi tutti delinquenti del mondo, arruina l’equilibrio biologico. Hai capito, capa tosta?

Nino: si papà

Peppino: Maculata, ma che ci imparano a scuola ai guaglioni ora?

La sequenza è esemplificativa due visioni del mondo opposte: da una parte i fumetti dei supereroi americani, dove le scelte sono draconianamente violente, per cui, secondo un meccanismo automatico, e di stringente attualità anche in Italia, i ladri vanno uccisi. Peppino Lo Cicero si fa portavoce della complessità del mondo e di un equilibrio che va preservato. Per cui la soppressione di tutti i ladri – secondo Mandeville, nella Favole delle api, fra le colonne portanti della società opulenta – comporterebbe la rottura di questo “sottile filo di seta”. L’ape, portatrice di vita grazie all’attività di impollinazione, diventa la metafora più convincente di questo equilibrio che non deve essere leso. Ma la critica di Peppino è rivolta, oltre alla dubbia eleganza dell’Uomo Gatto, nel frammentato dialogo con la moglie Immacolata, nella battuta finale della sequenza, anche al criticabile apporto educativo della scuola, incapace di fornire utili orientamenti ai bambini. Luigi Manias