Un ritorno fisiocratico

In quel turbinio, o forse autentico maelstrom di rimandi che è il web, si arriva in un battibaleno, complice la provvida stringa del motore di ricerca, da un misconosciuto giurista adepto dell’Action Françoise, autore di un opera di schietta suggestione peteniana (Jean Gazave, La terre ne ment pas, 1942), al curatore dell’edizione italiana del Tableau di Françoise Quesnay, fondatore della fisiocrazia. Qualche altro click e arriviamo al “tristia” di Alessandro Roncaglia, di esatti 15 anni fa, nell’immediato della scomparsa di Mauro Ridolfi, uno degli allievi prediletti di Paolo Sylos Labini e curatore di quella edizione. Il racconto evocativo e partecipato consegna al fosfenico web un ritratto denso e commosso di Ridolfi, con una nota finale che, forse, giustificherebbe il titolo avventato di questa “nuga”. Scrive Roncaglia: “Dopo il pensionamento Mauro era tornato a Montalcino, il paese di origine di Anna e suo, dove avevano assieme creato e faticosamente sviluppato un’azienda agricola, i Mercatali, che avrebbero voluto lasciare in eredità  al figlio. Grazie alla sua passione e alla sua tenacia i suoi vini, sia il Rosso di Montalcino sia il Brunello, si sono subito affermati tra i migliori.” L’azienda e tuttora attiva con denominazione Ridolfi (Mercatali e il toponimo dove insiste il compendio), ma nessun accenno ai fondatori nel sito ufficiale. La proprietà dal 2011 è di Giuseppe Valter Peretti, noto imprenditore veneto, già titolare della “Conceria Cristina” di Montebello vicentino https://www.ridolfimontalcino-shop.it/. Roncaglia mette in evidenza il contributo di Ridolfi su Quesnay: “Di Quesnay ha curato una raccolta di scritti per la collana Classici di economia politica dell’Isedi, pubblicata nel 1973. Nell’ampia introduzione mostra come Quesnay, sulla scia di Petty e del Cantillon dell’appendice perduta del Saggio sulla natura del commercio in generale, tentasse con il Tableau di rappresentare concretamente l’economia francese: non come era, ma come avrebbe potuto essere se le riforme agrarie da lui auspicate fossero state portate a compimento.” https://www.syloslabini.info/in-ricordo-di-mauro-ricolfi/. La collana a distanza di qualche decennio conferma la validità dell’impostazione e il rigore della curatela. Secondo Massimo Egidi e Giorgio Gilibert (Economia 1970 – 1990, Torino: Edizioni della Fondazione Gianni Agnelli, 1995, pag. 6) “L’Isedi pubblica i «Classici dell’economia politica», sotto la direzione di Franco Volpi: opere fondamentali, come il Tableau Économique, la Ricchezza delle Nazioni o i Principi di economia vengono presentate in nuove traduzioni; opere meno note di Torrens, ad esempio, di Stuart Mill, Marshall, Wicksell, Hobson e Cannan vengono riproposte all’attenzione. Per noi è importante notare che ciascuno di questi «classici» è preceduto da un’introduzione, spesso di notevole impegno.” Ma per tornare a Quesnay, rimane sconosciuta la ragione per il quale il Tableau fu scelto come opera d’esordio della collana. Luigi Manias