Già avvistato in un’asta, la sua ultima apparizione è al numero 176 nel catalogo semestrale dello “Studio Bibliografico Vecchi Libri” di Firenze dell’ottimo Pietro Crini (Anno XXXVIII – n. 88 – 2025). Si tratta, recita la scheda catalografica, della Notizia bibliografica sull’edizione originali della “Scienza Nuova” di Gianbattista Vico, di Marino Parenti, bibliografo inarrivabile. Apparso nella collana “Amor di libro” da lui incignata nel 1934, non si conosce ne luogo, ne data, ne anno di stampa, sebbene taluni ipotizzino il 1946. Oggi nuova accessione della biblioteca Ape Buridana, il libercolo, in brossura editoriale, è un esile 24° di 34 pagine più due carte di guardia, in “edizione di soli 300 esemplari numerati” a macchina, aggiungo. Saggio ineludibile nelle note bibliografiche alle varie edizioni dell’opera offerte in asta, come alla rara prima edizione, con note autografe del Vico, proposta recentemente da Finarte (Roma, 4-5 luglio 2024, lotto 390). Ciò che rende appetibile il libretto, al di la della mise en page con una colonna di stampa stretta che strizza l’occhio alla sezione aurea, non è certo il pregio tipografico, con una distratta stampa in linotype su anonima carta brunita postbellica e punto metallico a chiudere il fascicolo; bensì un invio autografo, a questo esemplare n. 26, in inchiostro verde: “a Raffaele Mattioli / con cordialità / Marino Parenti / 30.8.46 //”. La scelta cromatica della dedica ricorda un’altra, a volte sprezzante stilografica, quella di Palmiro Togliatti. Ma ciò che realmente accomuna Parenti, Mattioli e Togliatti è la comune passione bibliofila: amor di libro, appunto. Fra le innumerevoli attestazioni in tal senso una recente di Alessandro Aresu in I mondi di Raffaele Mattioli – Pandora Rivista ricorda l’azione salvifica, auspice il suo amico Piero Sraffa, altro bibliofilo, esercita da Mattioli sugli originali dei Quaderni gramsciani, custoditi in itinere nei caveau della Banca Commerciale, prima dell’approdo con valigia diplomatica sul desco moscovita di Togliatti. Prosegue Aresu, senza citare la fonte: “Già con questi brevi cenni prende forma quella colonna di libri, di riferimenti culturali di cui Mattioli parlava con Palmiro Togliatti: i libri come precondizione dell’azione politica, della cultura politica, di ogni progetto per il futuro dell’Italia.” Luigi Manias




