“Nettamente delimitata nel tempo (1756-1776) e nello spazio (Francia), la fisiocrazia fu – a differenza del mercantilismo – una scuola di pensiero fortemente strutturata, con i suoi dogmi, i suoi testi sacri, il suo profeta e i suoi ministri di culto”, scrivono sul web. Quest’anno ricorrerebbe dunque il duplice anniversario, a cifra piena, dell’esordio e dell’epilogo del ventennio fisiocratico. Il 14 settembre nella “Vente de livres de collection et editions originales. Varia III” la casa d’asta Kâ-Mondo di Parigi, offriva il lotto 138, aggiudicato per 1500 euro, al netto delle spese: [DUPONT DE NEMOURS]QUESNAY, François. Physiocratie, ou constitution naturelle du gouvernement le plus avantageux au genre humain, Leyde, se trouve à Paris chez Merlin, 1768. Secondo la scheda https://drouot.com/it/l/34714396 è la prima edizione. Obietto alla casa d’asta, frettolosamente e impropriamente, sulla scorta delle considerazioni di Piero Sraffa riportate più avanti, che non lo è. Bénédicte Zakine del Département Livres et Manuscrits di Kâ-Mondo mi scrive: “L’expert pour la vente indique que tout est bien mentionné sur la fiche car lors de la première impression le roi en supprima une feuille…,” Nella descrizione del lotto si ricorda anche che: “Un deuxième volume complémentaire, en pagination continu, Discussions et développemens sur quelques-unes des notions de l’économie politique parait curieusement l’année précédente, l’édition de la Physiocratie ayant été décalée en raison d’une allusion à la présence du roi lors de la première impression du “Tableau économique” de Quesnay en 1758. Louis XV fit supprimer la mention, ce qui retarda la publication.” Oltremanica Bernard Quarich di Londra offre l’edizione del 1768 a 27.000 sterline https://www.quaritch.com/books/quesnay-francois-du-pont-de-nemours-pierre-samuel-i-editor-i/physiocratie-ou-constitution-naturelle-du-gouvernement-le-plus-avantageux-au-genre-humain/G918/ e obietto anche a loro. Mi risponde Barbara Scalvini https://www.quaritch.com/people/barbara-scalvini/: “E’ comune tra librai antiquari descrivere questa come la prima edizione, e distinguere piuttosto tra tirature. E’ nota la distinzione tra questa e la tiratura precedente, che arrecava una variante nel luogo di stampa, come sono altresì’ note delle sostituzioni di alcuni fogli, che avvennero in corso stampa. Ne diamo notizia al fondo della descrizione.” Altro reputato libraio londinese Peter Harrington (che in catalogo ha anche una prima edizione con dedica Della Moneta dell’Abate Galiani per 34.492 dollari) offre la prima edizione in due volumi a 42.500 sterline https://www.peterharrington.co.uk/physiocratie-ou-constitution-naturelle-du-gouvernement-le-plus-avantageux-au-genre-humain-2.html Per il volume del 1768 più temperato Bernard Esposito https://www.abebooks.com/servlet/BookDetailsPL?bi=30929259783&clickid=2RhwDi2NpxyZWb8TvHxTxRDfUkrzvvX2i0XgwI0&cm_mmc=aff--ir--71954--77666&afn_sr=impact&ref=aff_ir_71954_77666&afsrc=1 e la libreria Bertrand https://www.abebooks.com/servlet/BookDetailsPLbi=32518015664&clickid=2RhwDi2NpxyZWb8TvHxTxRDfUkrzvoSfi0XgwI0&cm_mmc=aff--ir--71954--77666&afn_sr=impact&ref=aff_ir_71954_77666&afsrc=1. Sempre il 14 settembre, dalle patrie poste, mi viene consegnato un pacchetto di mole modesta spedito dalla libreria Librodifaccia di Alessandria. Due volumetti dalla grafica giansenista (copertina grigia con nitidi titoli in un nero livido e rosso pieno), che contribuiscono a irrobustire il palchetto dedicato ai Fisiocratici in lingua italiana. Di François Quesnay, l’Essai sur l’administration des terres (Sipiel, 2003) e il Tableau Économique (Fondazione Raffaele Mattioli, Milano 2009: 8-9). Nell’introduzione Giancarlo di Vivo ricostruisce la genesi della fascinazione fisiocratica per Piero Sraffa e Raffaele Mattioli, della quale ne fu contagiato con breve decorso anche l’abate Galiani, quando era di stanza a Parigi e sul quale madame de Choiseul ebbe a dire: “Noi francesi non abbiamo che gli spiccioli dell’esprit, a Napoli hanno i lingotti”. Scrive De Vivo: “Sulla base di quello che ho visto tra le carte di Sraffa e dei suoi libri (oggi conservati al Trinity College di Cambridge) posso dire che certamente i fisiocratici furono il “primo amore” dello Sraffa teorico di Produzione di merci a mezzo di merci; nella scarna (direi quasi scheletrica) nota sulle fonti del libro di Sraffa la prima opera ad essere citata è il Tableau économique, ed è in versione provvisoria del libro riferimento al Tableau era all’inizio dell’Introduzione. Quasi certamente i Fisiocratici furono anche il primo amore (o tra i primi) dello Sraffa bibliofilo. Per estensione, attribuisco questa passione anche a Mattioli, e, data la raccolta fisiocratica nella sua biblioteca, se non fu un primo amore fu senz’altro un grande amore.” Nel luglio del 1958 Mattioli e Sraffa dedicarono “qualcosa come venti o trenta effettive ore di lavoro a scrivere a Einaudi una lettera congiunta sugli errori contenuti in un articolo dello stesso Einaudi sulla data di pubblicazione di Physiocratie…”. La lettera – l’unica dattiloscritta nell’epistolario Sraffa Einaudi – è in realtà del 23 agosto e a solo firma di Sraffa, sebbene lo stesso ammetta: “Con Mattioli abbiamo conversato a lungo, e il risultato è questa lettera intesa a riferire alcune minuzie al Maestro bibliofilo. Sulla data della pubblicazione della Physiocratie sembra decisiva una lettera di Turgot a Du Pont del 18 novembre 1767 nella quale hai detto “J’ai reçu Physiocratie avant mon départ” (Oeuvres, ed. Schelle, II, 676).” Ma in realtà si tratterebbe del secondo volume, stando alla scheda di Ka – Mondo, ribadita al nu4809 del Catalogue of the Library of Piero Sraffa (Fondazione Luigi Einaudi, Fondazione Raffaele Mattioli, Torino – Milano 2014:476), che sarebbe dovuta esser comprensiva del 1768. E’ lo stesso Sraffa nella lettera a dichiarare a Einaudi di possedere una copia in due parti dell’edizione detta di Pechino, distinta da quella cosiddetta di Leyda. A riguardo Sraffa afferma che: “La Physiocratie di Pechino e quella di Leyda non siano altro che due varianti della stessa impressione”, la cui stampa fu affidata in Parigi a Didot, che provvedeva anche alle Ephémérides, organ house dei fisiocrati. Circa i due luoghi di stampa Sraffa scrive: “La mia ipotesi pedestre è che l’indicazione Pechino sia stata usata in un primo tempo per soddisfare la esigenza del tipografo e del libraio di Parigi di non esporsi a fastidi o magari a sanzioni e al tempo stesso dare a Quesnay l’occasione di rendere omaggio ancora una volta alla Cina (dal marzo a giugno appariva, appunto, nelle Ephémérides appariva il suo Despotisme de la Chine). Ma è da supporre che il libraio o lo stampatore, non considerò Pechino protezione sufficiente e reclamò una indicazione più plausibile come luogo di effettiva pubblicazione – quindi Leyda.” Luigi Manias
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